Tania Calcinaro 
Translator

on Lyrikline: 10 poems translated

from: italian to: english

Original

Translation

[Hai mai pensato]

italian | Antonio Santori

Hai mai pensato
di essere Dio?
Io sì, sempre,
se il filo intrecciato
che la vita
degli uomini omette
è la scrittura infinita.
Tu lo sai, perché come
gli altri lo hai saltato.
Il filo che tiene
e salva la vostra
sortita  di marionette
sono io.
Sono io, costretta
all’attesa, l’impercorribile,
la dipanata
che anche
se letta è da sempre
saltata.
Tu ladrone poeta.
Tu lo sapevi da sempre
che in questa pagina
saltata
è la tua vita.

Antonio?
Tu col viso infuriato…
sul bancone dei libri.
Tu ragazzo
distratto e represso… Antonio…

Dove sarai
adesso?

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Have you ever thought ]

english

Have you ever thought

you are God?

I have, always,

if the intertwined thread

that the life

of men omits

is the infinite writing.

You know that, because like

the others you skipped it.

The thread that holds

and saves your

entrance as puppets

is me.

It’s me, compelled

to wait, the impassable,

the unravelled

that even if

read has always been

overlooked.

You poet thief.

I have always known

that in this

overlooked page

is your life.


Antonio?

You with fierce look on your face…

on the book counter.

You inattentive

and repressed boy… Antonio…


Where are you

now?

Translated by Tania Calcinaro

[Vedi, qui tutto è già accaduto.]

italian | Antonio Santori

Vedi, qui tutto è già accaduto.
Gli uomini stanno provando
a rilassarsi. Il giorno ha gli occhi
aperti e il sole è un istante.
Fa stare tutti zitti.
Come se davvero non esistessi.

Vedi, anche tu sei distante
e involuto. Irritante, mentre
firmi il tuo patto. Come se
non mi vedessi, come se io
fossi la notte, esatta e perversa,
introversa, come l’unghia del gatto.

Vedi, tutte le parole vivono
ormai lo sfratto, come se
davvero non esistessi, come se
mai avessimo avuto un senso
e qualcuno da sempre
provasse a contarci

(D’un tratto penso
che se riuscissi a emergere
diventerei pulsante.
Prova a pensarci. Avresti
due cuori. Come tua madre
prima che tu nascessi).

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[You see, here everything has already happened.]

english

You see, here everything has already happened.

Men are trying

to relax. The day has open

eyes and the sun is an instant.

It keeps everybody quiet.

As if I really didn’t exist.


See, you are also distant

and intricate. Irritating, while

you sign your pact. As if you

didn’t see me, as if I

were the night, exact and malignant,

introvert, like the nail of the cat.


See, all words live by now

a notice to quit, as if

I really didn’t exist, as if

we never made sense

and somebody had always

tried to count us


(I suddenly think

that if I managed to emerge

I’d become throbbing.

Try to think of it. You’d have

two hearts. Like your mother

before you were born).

Translated by Tania Calcinaro

[Miracoli. Giardini. Tu che rincorri]

italian | Antonio Santori

Miracoli. Giardini. Tu che rincorri
la nuvola magica. Poi altari. Un ramo
d’olivo e il filo bianco di lana.

Ancora: non arriva nessuno. Ancora:
non è strano? Immagina, mi dico.
Immagina la gara. La stanza.
La penombra.
La spada. E quel crogiuolo di nomi
e di sangue che è il mostro.
Figlio del toro bianco dalla lingua
stregata. Vocabolario sfuggente.
Di parole senza sesso.
Immagina, mi dico, l’immensa
sciarada quando lui colpirà.

Ancora: il filo non si tende.
Ancora: non è strano?
Dove sarai adesso, quale stupida
mano ha sospeso il tuo nome?
Se tu fossi morto…
al di là… Se tu fossi morto
io avrei più un senso?
Appoggiata a questo ingresso.
La mano alzata, buffa,
nel mio cuore.

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Miracles. Gardens. You chasing]

english

Miracles. Gardens. You chasing

the magical cloud. Then altars. An olive

branch and the white woollen thread.


Again: nobody comes. Again:

isn’t it strange? Imagine, I tell myself.

Imagine the contest. The room.

The dim light.

The sword. And that melting pot of names

and blood that is the monster.

Son of the white bull with bewitched

tongue. Evasive vocabulary.

Of words with no sex.

Imagine, I tell myself, the immense

charade when he hits.


Again: the thread doesn’t taut.

Again: isn’t it strange?

Where are you now, which silly

hand has suspended your name?

If you were dead…

beyond… If you were dead

would I still make sense?

Leaned against this entrance.

The hand raised, funny,

in my heart.

Translated by Tania Calcinaro

[Poi c’erano le sere, quasi]

italian | Antonio Santori

Poi c’erano le sere, quasi
silenziose, dal letto sentivi
i rumori degli altri, di operaie
accaldate, di impiegati bambini
persi nelle loro collezioni.
Contavi le pecore smarrite,
le organizzavi, assaltavano
sempre il pastore idiota
con cui ti identificavi.

Nelle strade le ruote
di biciclette, era strano
sentirle sui tombini,
i suoni stanati, i suoni
là fuori sembravano
eterni.
Come i ragazzi nudi
sui prati pieni di sigarette.

Ti sentivi nei letti
degli altri, nelle loro
lenzuola, convocavi
le gambe intrecciate,
le schiene, ti toglievi
gli ombretti.

Era strano sentire
i bambini nel sonno,
sembravano morti,
allenavi il tuo udito
sugli alberi improvvisati,
persi nei loro vuoti.
Si sentivano i corpi stormire,
addormentati. Si sentivano
i sogni.

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Then there were the almost]

english

Then there were the almost

silent nights, from the bed you heard

the noises of others, of women workers feeling

the heat, of children clerks

lost in their collections.

You counted the lost sheep,

organized them, they always

assaulted the idiotic shepherd

you identified with.


In the streets the wheels

of bicycles, it was weird

to hear them on the manholes,

the sounds roused, the sounds

out there seemed

eternal.

Like the naked boys

on the grass full of cigarettes.


You felt yourself in the beds

of others, in their

sheets, you convened

the interlaced legs,

the backs, you removed

your eyeshadow.


It was strange to hear

children in sleep,

they seemed dead,

you trained your hearing

on improvised trees,

lost in their voids.

One could hear the bodies rustle,

asleep. One could hear

the dreams.

Translated by Tania Calcinaro

[Posso? Posso diventare lui?]

italian | Antonio Santori

Posso? Posso diventare lui?
Diventare quello che lui
immagina.

Ma se sono questa pagina!
Sono solo questa pagina.
Questa pagina che dice
Sono questa pagina.

Questa
pagina.

Questa pagina che vuole
uscire da questa pagina.
Uscire da questa pagina…
Senza fingere di non capire.
Uscire significa

entrare.
Essere un altro
che non scrive.
Come me (non fingere
di non capire).
Uscire significa
diventare.
Diventare quello che lui
(che io?)
immagina.

Posso uscire e diventare
(questa pagina?)
Posso? Posso diventare lui?[…]

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Can I? Can I become him?]

english

Can I? Can I become him?

Become what he

imagines.


But I am this page!

I am just this page.

This page that says

I am this page.


This

page.


This page that wants

to get out of this page.

Get out of this page…

Without pretending not to understand.

Getting out means


getting in.

Being someone else

that doesn’t write.

Like me (don’t pretend

you don’t understand).

Getting out means

becoming.

Becoming what he

(what I?)

imagines.


Can I get out and become

(this page?)

Can I? Can I become him?[…]

Translated by Tania Calcinaro

[Per questo mi sognavi.]

italian | Antonio Santori

Per questo mi sognavi.
Mi sognavi distesa
come una donna prima
dell’amplesso. Ero io
l’amore? Ero io l’attesa?
Ogni volta mi sentivi
diversa ma mi chiamavi
con lo stesso nome.
Ero la tua cantina, la tua
discesa. La tua vita,
la tua morte, irrisolta.
Così la mattina ti svegliavi
in difesa della tua sorte.
Del tuo mazzo di chiavi,
delle porte che aprivi
e chiudevi, dei tuoi scaltri
colleghi. Mi lasciavi al di là.
Come una storia noiosa,
come il furto del cuore
degli altri. Al di là di te.
Come una cosa.

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[That’s why you dreamed of me.]

english

That’s why you dreamed of me.

You dreamed of me lying

like a woman before

intimacy. Was I

love? Was I wait?

Every time you perceived me

different but you called me

by the same name.

I was your cellar, your

descent. Your life,

your death, unresolved.

So in the morning you woke up

in defence of your destiny.

Of your bunch of keys,

of the doors you opened

and locked, of your cunning

colleagues. You left me beyond.

Like a boring story,

like the theft of the hearts

of others. Beyond you.

Like a thing.

Translated by Tania Calcinaro

[Tu insegnavi ai ragazzi]

italian | Antonio Santori

Tu insegnavi ai ragazzi
la follia. Forse per questo
ti preoccupavi di fingere.
Sognavi versi afatici,
una piccola libreria
da stringere, un sogno
di metallo, denso di cornici.
Avevi compreso di essere
inaudito, di vivere
come i suoni delle radici
o come il senso della corsa
del cavallo, verso il mondo
immenso. Non avevi amici,
se non i tuoni e le stanze
dove a volte ti creavi,
o il giallo furibondo
negli occhi di Euridice
e la borsa in cui stivavi
rivolte e danze.
Non intendevi essere felice.
A volte sognavi di entrare
nella pelle, di entrare
dolcemente, freddamente.
Come la pioggia
che scende dentro il mare.
Perché come il mare
sentivi di essere settembre,
di proteggere l’odore
dell’animale ribelle,
sgusciante nell’acqua luminosa.
Non chiedevi l’amore. Sognavi
di inseguirlo nell’aria
sospettosa della terra del Nome,
tra i silenzi delle cose,
dove un giorno hai dormito
come un colore […]

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[You taught youths ]

english

You taught youths

craziness. Maybe that’s why

you strove to make believe.

You dreamed of aphasic verse

a little library

to hold tight, a dream

of metal, full of frames.

You had understood you were

unheard, you were living

like the sounds of roots

or the sense of the horse’s

run, toward the endless

world. You had no friends

but the thunder and the rooms

where you sometimes created yourself,

or the furious yellow

in Eurydice’s eyes

and the bag where you stowed

revolts and dances.

You weren’t looking for happyness.

Sometimes you dreamed of deep

Into the skin, deep into it

tenderly, coldly.

Like the rain

going deep into the sea.

Because like the sea

you felt you were September,

you felt you protected odour

of the rebellious animal,

slipping away in the luminous water.

You weren’t asking for love. You dreamed

of chasing it in the suspicious

air of the land of the Name,

among silent things

where once you slept

like a colour. […]

Translated by Tania Calcinaro

[Avrei preferito non esserci]

italian | Antonio Santori

Avrei preferito non esserci
mai stata.
Nel vento che mi apriva
(mi inseguiva)
inseguivo un’altra pagina
(nell’aria)
che diventava, come me,
una cosa inviolata,
non necessaria.
Eppure avrei potuto cambiare
la sua storia. Improvvisarla.
Dentro di me la gioia, l’intesa
sibillina che ci salva,
dentro di me la voglia
dell’attesa (dentro di me)
dentro di me la nostra storia.

Dentro di me.

Dentro di me la gioia,
la strada silenziosa
senza porta.
Non andare. Non andare.
Non c’era una volta…

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[ I wish I’d ]

english

I wish I’d  

Never been in there.

In the wind that opened me

(chased me)

I chased another page

(in the air)

that became, like me,

an inviolated

unnecessary thing.

And yet I could have changed

his story. Improvise it.

Inside me the joy, the sibylline

understanding that save us,

inside me the wish

for waiting (inside me)

inside me our story.


Inside me.


Inside me the joy,

the silent road

with no way out.

Don’t go. Don’t go.

Once upon no time...

Translated by Tania Calcinaro

[Saltata. Sono stata]

italian | Antonio Santori

Saltata. Sono stata
saltata. Una sera
lui parlerà di me,
dirà: peccato, non averla
mai incontrata,
e berrà vino di Francia
dimenticando ancora
la mia vita.
Riderà, raccontando
di altri libri e di donne
perdute nell’Oceano.
Non mi rimpiangerà.
Io che potevo cambiarla
la sua vita.
Mi ha semplicemente
ignorata.
Ha scorso veloce
la pagina accanto
(il viso infuriato)
chiudendo di scatto
il libro pregiato
in cui sono nata.

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Overlooked. I’ve been ]

english

Overlooked. I’ve been

overlooked. One night

he will talk about me,

he will say: what a pity, I

never met her,

and he’ll drink French wine

forgetting my life

once again .

Hell laugh, telling

About other books and women

lost in the Ocean.

He will not regret me.

Me that could have changed

his life.

He simply

ignored me.

He quickly skimmed

the page next to me

(fierce look on his face)

abruptly closing

the precious book

in which I was born.

Translated by Tania Calcinaro

[Come una cosa.]

italian | Antonio Santori

Come una cosa.
Come le cose
del mondo che rimangono
cose. Cose ignote
e sole. Silenziose.
Tu lo sapevi da sempre
che io non ero là
ma nel dolore
delle cose, delle cose
del mondo che rimangono
cose. Io non ero là,
perché il dolore
è nella pagina piena
di cose, di cose ignote
e sole. Silenziose.
Tu lo sapevi da sempre
che io ero il nome
delle cose, nella pagina
infinita e stretta
su di sé, come una cosa.
Tu lo sapevi da sempre
che io ero là, la vita
stretta su di sé,
la dolorosa […]

from: NCE 1996. (2° ed. I Quaderni del Battello Ebbro-L’Albatro Edizioni, 2000)

[Like a thing.]

english

Like a thing.

Like the things

of the world that just stay

things. Unknown and

lonely things. Silent.

You had always known

that I was not there

yet in the pain

of the things, of the things

of the world that just stay

things. I wasn’t there,

because pain

is in the page full

of things, unknown

lonely things. Silent.

You had always known

that I was the name

of the things, in the infinite

page huddled up

in itself, like a thing.

You had always known

that I was there, life

huddled up in itself,

the painful one […]

Translated by Tania Calcinaro