ZEITALTER, WASSERMANN

Mitte Januar sprießen die Tulpen;
Magnolien und Weiden treiben Knospen;
der über die Ufer getretene Fluss  
hat die Wiesen überschwemmt; der Himmel
ist so grau wie das Gesicht einer Wasserleiche.
An Weihnachten lag zwar Schnee, doch das  
war noch wundersamer als Jesu Geburt, und jetzt  
heult wieder der Wind, und der Regen
hämmert den ganzen Tag auf die Dächer,
als wollte er allen beweisen, dass er
das beherrschende Element dieses neuen Zeitalters ist.
Im Bruch fliegen Silberreiher auf,
eigentlich Mittelmeervögel und vielleicht
die Vorboten einer Ära der Extreme, was mir  
allerdings egal ist, weil sie in ihrer Eleganz
und Anmut Engeln gleichen. Aber, ach,
da sind sie schon wieder, die Krähen, und krächzen,
im Schlamm hockend, Tod und Verderben.

Verschwindet, ihr schwarzen Seelen!, schreie ich.
Ihr vermiest mir die Schönheit des Untergangs!

© Henning Ahrens
Audio production: LiteraturWERKstatt Berlin 2009

EPOCA, ACQUARIO

In pieno gennaio spuntano i tulipani;

su magnolie e salici germogliano le gemme;

il fiume straripato oltre l’argine

ha inondato i prati; il cielo

è grigio come il volto di una cadavere annegato.

A Natale c’era la neve è vero, ma era

più stupefacente della nascita di Gesù, e adesso

si è messo di nuovo a urlare il vento e la pioggia

tamburella tutto il santo giorno sui tetti,

come se volesse dimostrare a tutti che è lei

l’elemento dominante di questa nuova epoca.

Nel campo arato si alzano in volo bianchi aironi,

in verità uccelli del Mediterraneo e forse

i messaggeri di un’era degli estremi, cosa che

a dire il vero mi lascia indifferente, perché nella loro

eleganza e leggiadria ricordano gli angeli. Però, ahimè,

ritornano già le cornacchie e gracchiano,

appollaiate nel fango, di morte e di disgrazie.

 

 

 

Sparite via, voi anime nere! vo gridando.

Mi sciupate la bellezza del tramonto!

Traduzione di Nino Muzzi